MA CHI SONO I PAZZI?

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Pazzia e passione hanno la stessa radice etimologica. Dal greco “pathos”: sentimento, sofferenza. E io credo che quella che dal mondo viene considerata pazzia sia proprio questo: passione estrema. La pazzia non è altro che la scintilla pulsante negli occhi di chi non si rassegna alla monotonia dell’ordinarietà. E non rassegnarsi costa fatica. Perché vuol dire sentire troppo, vuol dire amare troppo, vuol dire soffrire troppo: non rassegnarsi può far impazzire. I “pazzi” vengono considerati scomodi dal mondo. Perché ne destabilizzano i fittizi equilibri. Chi è pazzo si comporta in modo strano: piange all’improvviso, balla per la strada, parla con gli sconosciuti, veste fuori moda, e non segue i ritmi imposti. Chi è pazzo fa paura: perché non ha vergogna di essere se stesso. E urla al mondo la verità, la verità dell’animo, quella che i più hanno paura di ascoltare. Perché i “pazzi” vedono tutto: la bellezza e il dolore. Hanno un sacco di spazio dentro. E lo riempiono di mondo. E tutto questo mondo rischia di farli scoppiare. E purtroppo, a volte accade. Accade che scoppino. E allora vengono sedati, imprigionati, riempiti di pillole. Vengono “snaturati”. Per il loro bene, ovviamente. (O forse per la tranquillità di chi gli sta accanto? Ma questa è un’altra storia…)C’è comunque qualcosa di estremamente affascinante nella pazzia: c’è la Vita. In tutte le sue sfaccettature. A volte mi comporto in modo un po’ strano e mi chiamano “pazza”. Solo perché faccio quello che sento al momento. Beh, sapete cosa penso? Vista così, la pazzia potrebbe essere la nostra unica salvezza. Pazzia e passione derivano da “pathos”: sentimento, sofferenza.

E allora meglio la pazzia.

Perché il contrario di pazzia non è normalità. E’ apatia!

 

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Buona vita…

SCRIVERE…….SCRIVERE

Amo scrivere da sempre. Amo la scrittura. Amo.

Amo le frasi tra parentesi. Quelle che nessuno sottolinea mai. Così potenti da potersi intrufolare ovunque, rompere ogni costrutto sintattico e deviare dal significato principale sviscerando un particolare; qualcosa di appena sussurrato, quasi volutamente celato. Ci hai mai pensato? Solo chi ha un vero interesse arriva a leggere tra parentesi. Se vuoi davvero conoscere una persona, devi entrare nelle sue parentesi.(Ed è tra parentesi che scriverei la nostra storia, per proteggerla da un mondo che legge solo i punti esclamativi.)

Che poi, è curioso il destino delle due parentesi… Mai abbastanza vicine da toccarsi. Eppure così visceralmente legate da non poter esistere, l’una in assenza dell’altra. Graficamente, sembrano due persone protese in un abbraccio. Ed è quello che c’è dentro – il significato che contengono – ad unirle, annullando le distanze sul foglio.

Prendiamo esempio, io e te, da quelle due parentesi. Tra noi, solo un significato: il nostro. E tutto il resto fuori.

I puntini di sospensione m’incutono timore, non sai mai cosa nascondono… I due punti, invece, servono a spiegare o definire: ma non si può sempre spiegare tutto e, si sa, definire è limitare.

E poi c’è il punto, il punto semplice, che secondo me di semplice non ha nulla. É sempre difficile mettere un punto, decisamente troppo definitivo e sentenzioso, senza contare che bisogna andare a capo o addirittura voltare pagina e, per le persone come me, è difficilissimo ricominciare da capo, praticamente impossibile, perché qualcosa resta sempre e nemmeno una pagina nuova sarà mai completamente bianca.

I punti esclamativi invece, sono proprio prepotenti, come un urlo in faccia, un fuoco d’artificio, esplodono sì, ma fanno troppo rumore! e dopo… dopo lasciano sempre un silenzio imbarazzante.

I punti interrogativi? Non parliamone nemmeno, quelli sono pericolosissimi. E’ già nella loro forma il problema. Hanno quel cappio, quel cappio a uncino che potrebbe prenderti per il collo, e strangolarti.

Sul punto e virgola non ho molto da dire, non mi sembra ‘né carne né pesce’, anzi forse nessuno l’ha ancora capito davvero; perché di fatto si può usare sempre o non usare mai.

Infine, però, ci sono le virgole, amo immensamente le virgole, dopo una virgola può cambiare tutto e non cambiare nulla, ogni virgola è un respiro, un silenzio breve tra una parola e un’altra, una piccola pausa: uno sguardo, un sorriso, un’intesa, un sospiro. Le virgole sono la parte più interessante di un discorso, hanno la forma di una culla, e infatti sono calme e rassicuranti, scandiscono le sfumature e fanno sempre la differenza, sempre. Dove c’è una virgola non c’è fine, non c’è angoscia, non c’è dubbio, non c’è rumore, c’è solo la voglia di continuare.

Io, te, noi, poi di nuovo io e te, e ancora noi, in un modo, o nell’altro, noi, lontani, vicini, noi più, noi meno, sorriso, abbraccio, lacrima, colore, alba, tramonto, notte, alba, sfumatura, onda, vento, mare, pioggia, nuvola, sale, sole, corolla, petalo, fiore, e, , , , , , , ,e stavolta non voglio proprio terminare, a dopo,

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ECCOMI

Io e la penna avevamo litigato…Bene….da oggi  la mia penna ha deciso per qualche bene Divino di scrivere comunque qualcosa per una possibilità su un milione, consapevole che forse non ce l’avrebbe mai fatta…

Ecco ce l’ha fatta… e devo tutto a lei, alla penna intendo, che ha viaggiato da sola superandosi e superando ogni mia aspettativa, ha creato qualcosa di magico e inimmaginabile solo per farmi credere ancora che la passione non può essere messa da parte…

Io non posso dirvi oggi cos’è, ma posso dirvi che è il sogno di ogni penna….quindi questa volta sono io a fare i complimenti alla mia mano … perché davvero ha fatto tutto da sola… guidata da voi mamma e papà…. ne sono certa… che lassù stavate urlando per la rabbia…buona lettura e buona vita!1908385_10204085527688889_4150414531541705689_n

 

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