RICORDI…QUELLI BELLI!

Un fulmine in una giornata di forte pioggiapuò essere, ma ricevere la notizia che te ne sei andato, non può essere è cosi violento e doloroso.

Ciao Giuseppe, ma per me da sempore Giù. Sei entrato nella mia vita che avevo 30 anni. Sei stato un’amore , bello, allegro, problematicoquanto basta. Ci siamo incontrati in un piano bar, tu bello come il sole, imprenditore affermato nell’azienda di tuo padre. Io donna sola , indipendente, che si affacciava al mondo manageriale, da poco avevo lsciato la sicurezza dell’azienda di famiglia pe le incertezze di un lavoro tutto mio. Da subito feeling, , attrazione e poi amore. I casi della vita. scoprimmo che i nostri padri erano amici da anni e che si frequentavano essendo entrambi membri di un’associazione imprenditoriale. Io scopro anche che non sei  un figlio di papà , lavori duro, ti impegni e tanto, ma ahinoi un figlio di mamma…un mammone incredibile. Quante risate quando tua madre cerrcava di sabotare i nostri weekend e allora noi…muti, sparivamo per tre giorni, al rientro erano cavoli tuoi, io vivevo già per conto mio e questo mi agevolava. Eri pieno di attenzioni , io lavoravo 12 ore al giorno, sempre in viaggio, e tu preoccupato per la mia salute, la mia alimentazione per questo al mio rientro mi facevi trovare la cena davanti alla porta di casa ordinata da te a un catering. Spesso era una cena per 4 persone e allora suonavo ai mei vicini il signor Ferrari e la signorina Giulia perchè mangiassero con me tutto quel ben di Dio. Il signor Ferrari alla terza cena mi minacciò, che non avrei mai dovuto litigare con te, ormai si stava beatamente abituando a quelle cene a 4 stelle…(caro signor Ferrari ho bellissimi ricordi di lei). Poi un giorno  Giù ti promisi che avrei mangiato in modo regolare e non solo capuccini in autogrill. Seguivi la mia carriere ed eri orgoglioso, sempre preziosi i tuoi consigli. Tutti i venerdi ovunque mi trovassi, passavi da casa , prendevi il borsone ( sempre pronto!)con i miei effetti personali  e mi raggiungevi. Siamo stati felici Giù, pazzi da legare, mia madre ti adorava e tu non gli facevi mai mancare rose e cesti di frutta. Ricordo un pomeriggio, ero in riunione,la segretaria mi passa una tua telefonata, eri sotto l’ufficio che mi stavi aspettando, anzi ci aspettavano a Riccione per una festa. Poco dopo scesi ti dissi di passare da casa per una doccia e cambiarmi, macchè prendesti l’autostrada ridendo come un matto. In autogrill dentifricio , spazzolino, in Viale Ceccarini mi coprasti un abito da sogno. Tutta la sera e la notte a piedi scalzi,perchè le scarpe non le trovammo, ma per te ero tremendamente sexy e bella vedermi  ballare e muovere con disinvoltura a piedi nudi…Al mattino colazione con paillettes  sul lungomare…eravamo felici insieme. Tuo padre mi ripeteva: ” sei la donna giusta per mio figlio!…Si , forse Giù, perchè tante volte ti riprendevo per il tuo eesere figlio unico  viziato, ti riprendevo quando ostentavi il macchinone…io ti amavo e ti adoravo per altro, tu questo lo sapevi , ma ti piaceva provocarmi e trascinarmi  in tremende discussioni . La nostra è stata una storia vissuta a 300 all’ora e cosi a un certo punto si è esaurita. Quando mi hai chiesto di sposarti io non ero pronta o ero andata oltre e ti ho detto NO! I primi sei mesi mi hai detestato in tutti i modi, mi hai fatto dannare Giù. Poi hai conosciuto una donna , vi siete sposati e dopo due anni eri di nuovo solo. Siamo sempre rimasti in contatto, una telefonata, un caffè, un consiglio, una risata….Quando in una giornata di giugno molti anni dopo ti ho presentato Marzio mio marito, lo hai guardato serio e gli hai detto:”Bravo, tu ce l’hai fatta! Trattamela bene sempre! ..e lo hai abbracciato. Marzio non lo ha mai dmenticato quell’abbraccio. Eri speciale Giù!

Una situazione che chiamano sincronicità ci ha unito per sempre. Mio padre era in fin di vita, tu mi chiamasti il venerdi sera per avere notizie. Il sabato mattina alle 5.45 il mio papà e il tuo per un infarto se ne sono andati insieme alla stessa ora. Siamo stati vicini sapendo l’amore immenso che ci legava  ai nostri padri che ci adoravano e ci amavano anche se la nostra storia d’amore era finita, ma mai conclusa sorretta da stima, fiducia affetto…tanto affetto.

Giù, oggi sono passata davanti alla tua azienda, ho suonato due volte il clacson per salutare te e il tuo papà.

Sapere che te ne sei andato, Giù è un dolore immenso, ma so che le nostre anime si incontreranno d nuovo. A presto e per sempre

Dany

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